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Alp Tech Maturity Index:
5 top destinazioni alpine all’esame della digitalizzazione
Cinque top destination dell’arco alpino italiano, un’indagine volta a misurare il loro livello di maturità digitale: sotto la lente dell’inedito Alp Tech Maturity Index ci saranno re e regine delle terre alte, ovvero Madonna di Campiglio, Cortina d’Ampezzo, Livigno, Courmayeur e Castelrotto nell’Alpe di Siusi.
Le destinazioni sono state scelte tra i più consolidati e celebri brand del turismo montano, puntando a mete che possono contare su oltre 500mila presenze e un alto numero di hotel a 4 e 5 stelle.
L’analisi metterà a fuoco il livello di digitalizzazione in quota, e aiuterà a capire come e quanto l’appropriatezza tecnologica possa migliorare l’esperienza turistica.
I risultati saranno presentati nel corso della XXVII edizione della BITM, le Giornate del Turismo Montano in programma al MUSE di Trento il 18 e 19 novembre con focus su “Digiturismo: quando la montagna incontra la tecnologia”.
Come spiegato da Matteo Bonazza, direttore generale di Progetto Turismo che con la collaborazione scientifica dell’Università di Trento ha ideato l’Alp Tech Maturity Index, il digiturismo “è un tema di estrema attualità, che sta cambiando i paradigmi del settore con tentativi più o meno codificati per capirlo e gestirlo”. Per questo, ha precisato Bonazza, è importante riuscire a valutare se una destinazione ha raggiunto o meno un buon livello di digitalizzazione: “abbiamo iniziato una ricerca su basi scientifiche scoprendo che un vero e proprio indicatore non c’era, se non con dati sparsi provenienti da diverse fonti. Ma nulla di aggregato e pensato per le destinazioni della montagna. Ne abbiamo parlato con il professor Umberto Martini dell’Università di Trento, sviluppando l’Alp Tech Maturity Index. Si tratta di una modalità di calcolo che va a verificare il grado di maturità digitale delle destinazioni montane”.
Lo studio poggia su cinque i pilastri, il primo riguarda l’infrastruttura digitale partendo dalla copertura di rete, delle connessioni, della banda larga. Ed esce il tema della montagna: avere copertura nelle terre alte è un fatto, al mare un altro. Abbiamo analizzato la presenza dei punti di ricarica per e-bike ed auto elettriche, partendo da quale applicativo utilizzare per usufruire del servizio. E poi la “sensorizzazione” del territorio: quante persone percorrono sentieri e ferrate? Ci sono sensori che vanno a monitorare i parcheggi? Ma anche quante postazioni di lavoro ci sono per i nomadi digitali?
Digital journay del turista
Un obiettivo dell’index è capire come l’esperienza del turista viene organizzata e fatta vivere attraverso lo smartphone. La domanda apparentemente è semplice: l’ospite ha un carrello completo dei servizi che può acquistare o solo informazioni per poi attivarsi in maniera autonoma? “Attraverso l’index vogliamo capire se è facile o meno il processo di acquisto – ha aggiunto Bonazza -. Se ci sono chatbot o sistemi di intelligenza artificiale che fungono da digital concierge e fino dove si spingono ma anche come funzionano e vengono monitorate le guest card”.
Reputazione digitale e presenza on line
La comparazione scientifica non può prescindere da come viene percepita e venduta la destinazione. Sotto i raggi X dell’index ci saranno dunque anche le web performance dei portali delle destinazioni, l’ingaggio social e il sentiment analysis. “Senza sottovalutare il fatto di come l’intelligenza artificiale trova la destinazione turistica – ha sottolineato Bonazza -. Non dobbiamo dimenticare che oggi le persone pianificano un viaggio inviando un prompt che costruisce il programma della vacanza”.
Smart governance
Al centro dell’indagine un quesito che apre le porte al dibattito: le destinazioni come utilizzano e implementano i dati provenienti, ad esempio, dalle esperienze di acquisto con carta di credito? “Tutti hanno big data a disposizione ma è importante capire come li valutano e come li integrano per implementare la capacità attrattiva – ha concluso Bonazza -. Ma soprattutto sono open data o chiusi? Se i dati non vengono resi fruibili non servono”.
Eco-digital sustainability
L’indagine non ha tralasciato di analizzare quanto la tecnologia possa essere al servizio dell’ambiente. “Il digitale può sostituire il cartaceo – ha ribadito Bonazza -. Anche se una fetta ancora importante del turismo rimane ancorata all’aspetto fisico come, per esempio, alla cartina dei sentieri o dei servizi. In questo pilastro investigativo abbiamo monitorato anche i fattori relativi alla mobilità integrata all’interno delle app per favorire comportamenti responsabili attraverso il digitale”.
L’Alp Tech Maturity Index verrà presentato al pubblico la mattina del 18 novembre: clicca qui per scoprire il programma della XXVII BITM.
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